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L'ECG per organizzare il curricolo di storia

Questo è il terzo articolo della serie: "ECG: istruzioni per l'uso". Scarica tutti gli articoli nell'apposita sezione della nostra Biblioteca.

 UN ESEMPIO: L’ECG PER ORGANIZZARE IL CURRICOLO DI STORIA

Filoni tematici per dare coerenza verticale al curricolo

Dei capitoli che lo studente ha studiato in modo sequenziale secondo l’approccio dei manuali tradizionali, di quel continuo succedersi di fatti che poco lo riguardano, troppo spesso alla fine gli restano solo brandelli di nozioni che non riescono a costruire una trama temporale e, se vengono ricordati, è perché, più di altri, hanno colpito la sua emozione o la sua fantasia. Gli mancano invece quadri interpretativi che diano senso al passato e spieghino i processi di trasformazione che hanno portato alla realtà del mondo attuale e manca la consapevolezza dei messaggi ideologico-valoriali impliciti in questo modo di presentare la storia. Sappiamo che la storia non è neutrale, che è sempre interpretazione e ricostruzione, anche se supportata dall’analisi critica delle fonti. L’importante è esserne consapevoli ed esplicitarlo.

È opportuno, quindi, che gli insegnanti costruiscano la loro progettazione intorno a scelte tematiche e interpretative precise in modo da dare significato e coerenza al curricolo verticale, per lo meno quello degli anni interni ad un ciclo scolastico.

Un suggerimento per realizzare questa progettazione significativa può essere quello di scegliere tra gli avvenimenti del passato quelli che possono essere raggruppati intorno a tre grandi filoni tematici:

  • il rapporto tra ambiente, risorse e popolazioni

  • la relazione tra individui e istituzioni (le forme di organizzazione sociale)

  • le identità culturali tra conflitti e scambi

A ciascuno di questi filoni possono essere dedicati due-tre dei percorsi didattici che formano la progettazione curricolare di ogni anno. In questo modo, anche in una trattazione organizzata in modo cronologico, sarà possibile individuare un filo logico che rende possibile mettere a confronto processi o avvenimenti avvenuti in tempi diversi, in modo da comprenderli meglio all’interno di modelli di spiegazione precisi e in una dimensione di lunga durata.

Il contributo dell’Educazione alla Cittadinanza Globale nella scelta dei filoni e dei percorsi curricolari

Nei tre filoni proposti, è possibile vedere come l’intreccio tra i nuclei fondanti dello studio storico-geografico-sociale e l’Educazione alla Cittadinanza Globale permette di scegliere i percorsi da inserire nel curricolo.

Nel primo filone è possibile studiare per esempio il successo o il fallimento degli insediamenti delle popolazioni sul pianeta, le motivazioni alle migrazioni, le conquiste coloniali, le rivoluzioni scientifico-tecnologiche e le loro conseguenze. La parte dell’ECG che approfondisce i temi ambientali o quelli dello sviluppo ineguale contribuisce alla lettura di quei processi mettendoli in rapporto con il presente.

Nel secondo filone si possono studiare le diverse forme di organizzazione politica e di gestione del potere, i diritti concessi e negati agli individui, ai sessi o ai gruppi sociali, lo sviluppo delle disuguaglianze economiche e sociali, lo scontro sulle forme di autorità sia nel dibattito teorico che nei momenti di lotta rivoluzionaria, nel quadro della visione formativa più ampia data dalle educazioni ai diritti, alla legalità, alla pace, alla gestione dei conflitti.

Il terzo filone permette di prendere in esame momenti di incontro o di scontro tra i popoli, i loro interessi e le loro culture, oppure tra visioni ideologiche e religiose diverse. Può studiare esempi di ibridazione nello scambio o di radicalizzazione nel conflitto, riflettere su ciò che costituisce l’identità collettiva di un popolo o leggere criticamente i pro e i contro degli apporti di una cultura diversa o dai processi di globalizzazione; anche in questo caso possono rientrare approfondimenti sui processi migratori. L’educazione alla cittadinanza globale e l’intercultura che sostengono queste analisi suggeriscono anche di rivedere criticamente gli stereotipi culturali o sessisti spesso presenti nei manuali di storia.

 Un esempio: la schiavitù ieri e oggi

Ovviamente ogni filone principale può essere ulteriormente suddiviso in altri più specifici, come si può vedere in questo esempio.

filone tematico area storica

Questa mappa invita a leggere lo schiavismo in tre momenti diversi della storia e in ambiti geografici differenti, utilizzando però gli stessi elementi di analisi, che dovranno essere oggetto di ricerca perché sicuramente non tutte le informazioni potranno essere ricavate dal manuale.

Importante è leggere lo schiavismo non solo e non tanto come una forma di malvagio sfruttamento dell’uomo sull’uomo, ma come un modello di produzione che è stato dominante in certi luoghi e periodi storici perché aveva precise motivazioni economiche e sociali ed era appoggiato da giustificazione teoriche comunemente accettate. È necessario confrontare i tre modelli, vedendo somiglianze e differenze, e scoprire come anche oggi lo schiavismo è largamente presente in molte parti del mondo, e anche nella stessa Europa, perché è una parte essenziale del modello produttivo attuale, nonostante che in teoria la legislazione internazionale lo consideri un delitto e l’opinione pubblica lo ritenga immorale, anche se finge di non vederlo.


Autrice

Marina Medi: Ha insegnato italiano e storia. Dal 1993 è formatrice degli insegnanti in particolare sulla progettazione curricolare di storia. Fa parte del direttivo dell'associazione IRIS ed è socia di Clio92 e del CRES Mani Tese.

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Ultima modifica il Martedì, 09 Giugno 2020 17:18