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Conferenza di Vienna sulle migrazioni: il punto di vista del Dirigente Scolastico

Janet Convery è Dirigente Scolastico nel Regno Unito. Di seguito riportiamo le sue impressioni dopo la partecipazione al seminario internazionale per docenti che si è tenuto a Vienna lo scorso maggio.

Leggi qui l’articolo originale, in inglese: Vienna migration conference from a school governor's perspective.

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Get Up and Goals! è parte di un ambizioso programma europeo che lavora con gli insegnanti al fine di ispirare una nuova generazione di cittadini globali che condividano gli stessi valori su diritti umani e salvaguardia dell’ambiente.

Ho preso parte al percorso verso questa visione in vari modi: come insegnante, lavorando per un LEA (Local Education Authority, Autorità Scolastica Locale, ndt), come capo del settore istruzione di una ONG e, più recentemente, come Dirigente Scolastico. È stato perciò un grande piacere essere invitata lo scorso maggio alla conferenza con i 12 partner europei del progetto per occuparci di un focus particolare, le migrazioni.

Quando si parla di migrazioni il contesto è tutto e un buon punto di partenza è comprendere il contesto nel quale ciascuno di noi è immerso. Cosa viene in mente quando qualcuno pronuncia la parola “migrazioni”?Centri di deportazione? Barconi? Opportunità o fuga di cervelli? Queste sono solo alcune delle parole citate spontaneamente all’inizio di un workshop con i colleghi di Polonia, Repubblica Ceca, Portogallo e Italia, i quali operano tutti in contesti differenti. 

Ho trovato molto coinvolgente il workshop di una dipendente del Ministero di Giustizia e Sicurezza dei Paesi Bassi, la quale ha spiegato di aver basato il workshop sulle lezioni che tiene nelle scuole del suo paese e di aver spesso invitato altri colleghi a visitare le scuole assieme a lei con l’intenzione di coinvolgere il loro giovane pubblico di studenti sui temi della migrazione. Il loro obiettivo ultimo è quello di creare le basi per una comprensione del contesto storico delle migrazioni e delle ragioni che le causano. Il movimento di individui da una parte all’altra del globo è sempre esistito, a partire dalle prime migrazioni dall’Africa, ed è avvenuto per lo più su grandi distanze e coinvolgendo ampi gruppi di persone. È noto che gli esseri umani hanno migrato ampiamente durante tutta la preistoria e anche successivamente.

Una delle discussioni più animate di tutto il workshop è nata dall’esposizione di un caso di asilo nei Paesi Bassi riguardante una donna armena con due figli piccoli. La sua richiesta di asilo è stata respinta e lei, prima di essere deportata, ha nascosto i suoi figli, affidandoli ad una famiglia di conoscenti. Il caso, molto famoso a livello nazionale, è stato riportato anche dalla BBC.
Nel presentare il caso passo dopo passo, la facilitatrice chiedeva ai partecipanti cosa avrebbero fatto in ciascuna circostanza e poi si faceva avvocato del diavolo cercando di contrastare le posizioni altrui. Si è generata una discussione sulla possibilità degli insegnanti di usare lo stesso metodo di esplorazione e, eventualmente, di affidarsi a relatori esterni, locali o nazionali.

Il contenuto di questo workshop è stato molto utile anche per analizzare alcune tecniche proposte da un facilitatore ceco durante un altro workshop che esplorava i molti motivi per cui le persone lasciano la propria casa per un altro paese. Tra le tecniche, alcuni quiz per sfidare i miti su dove le migrazioni siano maggiormente concentrate nel mondo e l’invito a disegnare alberi per rappresentare le varie motivazioni che spingono a migrare (le radici), l’impatto delle migrazioni (i rami), e alcune soluzioni (i frutti). 
Un esercizio di classificazione ha poi generato un'ulteriore discussione su come scegliere le risorse alle quali dare priorità.

Alcune di queste tecniche mi erano già note, avendole conosciute nel passaggio lavorativo dall’educazione formale al progetto Get Global! della ONG Oxfam. Tutti i materiali sono disponibili qui.

Il maggior risultato che porto a casa dalla conferenza è stato uno stimolo a promuovere questo tipo di lavoro nella comunità dei Dirigenti Scolastici. Le valutazioni di progetti come Get Up and Goals! dimostrano continuamente che l’impegno dei leader è un fattore chiave di successo, dunque questo supporto dovrebbe arrivare anche dai Dirigenti Scolastici. In un momento storico in cui OFSTED - Office for Standards in Education, Children's Services and Skills (dipartimento non ministeriale del Governo del Regno Unito che riferisce al Parlamento, ndt) – ha affermato l’intenzione di dare la priorità alla creazione di un curriculum “ampio e ricco” anziché ai soli voti finali, mentre gli stessi studenti e studentesse chiedono di avere voce in capitolo sul proprio futuro attraverso gli scioperi per il clima e altre attività e mentre l’intolleranza politica continua a crescere, vi è una certa urgenza nello sviluppare questo lato del curriculum come una parte assolutamente centrale di tutta la strategia educativa.

 

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Ultima modifica il Mercoledì, 11 Settembre 2019 17:08