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Lunedì, 20 Maggio 2019
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Educazione civica: cittadini per 1 ora?

Per affrontare bene il presente occorre fare tesoro del passato. Nel 2004 fu varata, sotto l’allora Ministro della Pubblica Istruzione Letizia Moratti, una Riforma della scuola che introduceva una serie di Educazioni tra cui quella alla Convivenza Civile,alla Cittadinanza stradale, ambientale,alla salute alimentare e all’affettività.

 

Subito ci si chiese quale fosse lo scopo di introdurre l’Educazione all’affettività in un sistema scolastico in cui l’Educazione al sentimento critico è già presente e  spetta soprattutto alle materie umanistiche. A scuola è la poesia di Leopardi, il racconto di Calvino, la musica di Vivaldi a generare emozioni, affetti, sensibilità. L’obiezione di fondo allora fu quella di aver generato un insidioso e pericoloso dualismo tra discipline ed educazione. In realtà a scuola da sempre educano le discipline, perché, non potendo raccontare tutto lo scibile umano,  i saperi sono selezionati dalla stessa Finalità Educativa che, in questa scelta,  acquistano una dimensione etico – valoriale. Se si vuole insegnare ai nostri ragazzi i principi della Costituzione Italiana occorre farlo ricorrendo alla disciplina di riferimento che è il Diritto. Se si vuole educare al rispetto della dignità umana, alla giustizia, all’onesta  allora questo è compito di tutte le discipline e non si consegue in un’ora di formazione separata. Per chi nella scuola ha trascorso la sua vita, prima come studente e poi come insegnante, sa che la famosa ora di Educazione Civica non ha mai funzionato, perché l’umanità dei nostri allievi va costruita con un’attività  continua, costante e trasversale a tutte le discipline. La proposta di un’ora d’insegnamento precettistico -  che torna nella legge approvata in questi giorni alla Camera dei Deputati - ripropone e amplifica l’equivoco della riforma Moratti.  Nel testo di legge si afferma che s’insegneranno “principi di legalità, cittadinanza attiva e digitale, sostenibilità ambientale, diritto alla salute e al benessere della persona”.

Cosa si deve insegnare in una sola ora? Tutto e di più contro un principio basilare della formazione che è tale solo se afferisce alla profondità dei saperi che, tra l’altro, richiedono  il rispetto dei tempi di apprendimento. E se i temi legati alla sostenibilità sono relegati in questa fantomatica ora, che cosa insegnerà il docente di scienze e geografia, cioè delle discipline generatrici di tali argomenti? Ancora, quale docente tuttologo assumerà l’incarico?

Prima di emanare normative sulla scuola occorre avere la saggezza di comprende quale Finalità Educativa risponde oggi ai  bisogni formativi di questa generazione.

Oggi il cittadino italiano ha di fronte a sé sfide globali in quanto il caos climatico, l’organizzazione degli stessi flussi migratori, la questione della giustizia e della pace mondiale riguardano indistintamente tutti e possono essere risolti solo tutti insieme.

Per questo è importante che i giovani oggi sviluppino un senso di appartenenza ad una comunità mondiale. Affinché questo avvenga, occorre uscire da concezioni di stampo nazionalistico e rivedere gli stessi curricoli scolastici che hanno ancora anacronistiche narrazioni etnocentriche.

La tecnologia ed il mercato trasformano il Mondo in uno spazio sempre più ristretto mentre noi fatichiamo ad allargare il nostro pensiero a queste nuove dinamiche. Oggi bisogna cambiare lo sguardo,o meglio, riscoprire, come Leopardi, la capacità di guardare oltre la siepe e cogliere i nessi d’interdipendenza e d’interconnessione tra la nostra esperienza locale ed i fenomeni globali. Questo nuovo sguardo è l’orizzonte di senso, che seleziona e rende valoriali i saperi.

Per questo CVM (Comunità Volontari per il Mondo) quale Ente di Formazione accreditato dal MIUR organizza corsi per insegnanti che sono progettati con lo scopo di dare ai docenti strumenti pedagogici per realizzare percorsi didattici interdisciplinari che inglobano in sé i valori della Cittadinanza Mondiale basati sul riconoscimento incondizionato della dignità umana e sul rispetto della natura.

Giovanna Cipollari - Resp. ECM CVM